lunedì 24 settembre 2012

e guardo il mondo da un (o)blog mi annoio un po’

le orecchie ai bordi dei fogli mi mettono ancora l’ansia. quando scrivo, dico. poi perché mai si chiamano orecchie, se sono spiegazzature da quattro soldi e non sentono? allora mi ingegno e ci metto su un bel libro peso massimo, oppure una pinzetta che tenga più pagine insieme, oppure ruoto il bordo di centottanta gradi e creo altre pieghe simmetriche. niente: orecchie restano lì, fanatiche e orgogliose di farsi chiamare orecchie, pure se orecchie non sono. che ansia.

il latte a lunga conservazione scade prima della lunga conservazione. quindi quel lunga rappresenta un tempo assolutamente relativo. ed è una truffa, perché mica te lo spiegano come si deve che cosa intendano. poi un giorno, scritta in mini-minuscolo in basso-bassissimo a sinistra, scopro la scritta “consumare entro tre giorni dall’apertura”. hai capito, tu? cioè io? una distratta come me, chiaramente, se lo beve tutto il latte a lunga conservazione che scade prima della lunga conservazione. eccetera, eccetera.

i cinghiali non sono tutti carini e simpatici e sono pure dei gemelli ascendente ariete. gemelli perché sono distratti pure loro, camminano e non sanno manco dove vanno, perché non si chiedono cosa siano quegli oggetti non identificati con i fari che ogni tanto li illuminano e che camminano per strada dove passano pure loro, perché non sanno che per strada di notte devono stare attenti se non calpestano la terra ma mettono quelle zampette da maialino sull’asfalto, perché corrono-si fermano-corrono-si fermano-strillano e ti fanno prendere i colpi. ariete perché sono duri. tanto duri.

io e l’autunno d’ora in poi dobbiamo fare come ladyhawke e il lupo. perché noi due ci amiamo, molto, ma non ci possiamo incontrare. se no ogni anno autunno mi travolge e la maledizione della morte simbolica mi annienta a suon di febbre altissima, ossa rotte dal dolore e gola infiammata e sofferente. dura sì qualche giorno, ma è come se fosse un’eternità. un’eternità andata a malora.

sono in un momento fortemente decadente, mi fa schifo un po’ tutto, non tollero i più e pure i meno e i per e i divisi. ho una discreta faccia da schiaffi, che proprio mi prenderei a schiaffi da sola a suon di malrovesci scamuffi e traditori, producendo un ritmo un po’ afro e un po’ punk. comunque c’è ancora del buono in me e credo pure del bello. esco un attimo, lo cerco, gli faccio un cazziatone e lo riporto al posto suo. nel frattempo amatemi, se vi va, così come appaio: un po’ ni e un po’ no e con pochi ed incertissimi sì.

i ritorni mi intristiscono sempre molto, ve l'ho detto.
perciò quello di oggi è un ritorno breve e in ordine sparso, così non mi trova.

a presto, bi

“nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.”
(tratto dal libro della genesi della... bibbia mia)





[immagine tratta da "digital art", ideata da elle du pomme]

Nessun commento:

Posta un commento