giovedì 3 gennaio 2013

che si fanno a fare i bilanci, che sono noiosi e ormai roba passata, quando invece si possono pensare bei propositi, che sono roba fresca e non scaduta?

che la vita abbia pietà di una poveretta che giace morta ammazzata su un letto da cinque giorni, dico cinque e sottolineo, senza nemmeno sapere se il sole sia anche caldo, oltre che alto, e se nelle montagne la neve ci sia o si stia sciogliendo.
che poi sono una abbastanza brava, che non ha mai investito nessuno, rispetta sempre le persone più adulte di sé, non dice salve, non uccide, non ruba e manco ha mai rubato una molletta invisibile in un supermercato.
eppure l’influenza alberga nel mio corpo ed io sembro posseduta.
dei dolori disumani hanno mangiato lentamente il mio corpo, anche se oggi sembra che si stiano stancando, perché sono alta solo un metro e sessanta e hanno capito che non c’è trippa per gatti qui.
una febbre incazzatissima e in ottima forma mi arde dentro senza arrendersi, senza desistere, senza mai scendere a meno di trentotto, da farmi riflettere seriamente se davvero non sia dipeso da ‘sto benedetto bilancio di fine anno che non ho fatto.
quindi al pensiero dei propositi di inizio anno, mi vengono in mente tutta una serie di splendide parolacce, da menzionare una dopo l’altra, con un ritmo rap e molto metropolitano, battendo le mani in modo asincrono con i piedi, che fanno destra e sinistra e il corpo che oscilla sui lati.
allora dico va bene, non ho fatto il bilancio, perché mi fa schifo e perché a posteriori non serve a un cavolo fare le valutazioni sulle cose dette, fatte, baciate, mentre mi piace molto di più pensare al proposito, che te lo dici prima, te lo dici perbene, te lo dici bello e infiocchettato e lo realizzi nel tempo.

desidero comprare più quadernoni a tinta unita che non siano sempre rossi o blu, ma che siano più vari e colorati: verdi, azzurri, fucsia, gialli, rosa, viola, un po’ tutti i colori così. quindi se vado al solito posto che ce l’ha solo rossi e blu e li trovo di nuovo rossi e blu, me ne vado da un’altra parte e ciao.

desidero arrabbiarmi meno di dieci volte al giorno, che sono le volte in cui mediamente m’incazzo. per quello che mi taglia la strada, per quella che le dico ciao! e lei mi sorride di cera senza rispondermi, per le ingiustizie del mondo che vorrei cancellare con un gesto ardito e definitivo, acchiappando bella stretta la mia spada con la mano destra e correndo in sella al mio cavallo al galoppo verso la giustizia e il trionfo della bellezza!

desidero allenare la mia pazienza, farle aprire il terzo occhio e farla diventare una visionaria che alla prima occhiata dica: sì, in questo caso vale la pena avere pazienza. oppure: be’, qui ce ne fottiamo.

desidero un paio di ali, perché dovrò compiere due grandissimi balzi e solo con le braccia e le gambe potrei non farcela. le ali, mi servono due belle ali leggere e nuove per fare questi due voli lontani…

desidero mangiare più sano e più verde, più verde e più sano, che già a metà frase, scrivendo, sento la difficoltà della realizzazione di questo proposito. a proposito, la carbonara con la pasta verde sempre verde è, no?

desidero che le persone che amo abbiano tutte le cose a posto, belle pulite e ordinate, senza gente che urla e senza lacrime, che s’incastri loro tutto bene e soprattutto senza forzature e dolori. il rosa, auguro a tutti loro di diventare un po’ rosa dentro, per riuscire a riconoscere il rosa che c’è fuori.

desidero tanti libri nuovi da leggere, oltre quelli vecchi che ancora non ho letto, e soprattutto il tempo per leggerli. senza fretta, senza il sonno delle nove di sera, senza tv. solo io e i libri.

desidero incontrare gli alieni e dire loro che mi piacciono molto di più degli umanoidi, ma loro secondo me mi vedono e già lo sanno. (capito, alieni?)

desidero stare il più possibile in mezzo alla natura ed il meno possibile in mezzo alla città e andare più a piedi che in macchina. ho voglia di cose semplici, profumate, che suonino dolci, che sappiano incantare come la prima volta, che siano tutti inizi meravigliosi e restino tali, che siano affettuose e amabili e che abbiano tutte un ripieno dal sapore dell’amore. 

desidero una wendy che mi legga le favole la sera ed un peter pan che m’insegni a volare.  

bi

 
 
 
"tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita è composta d'ombra e di luce."
lev tolstoj, anna karenina

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