lunedì 5 novembre 2012

viaggio al centro della borsa

 
 


apri una borsa e tuffatici dentro.
all’inizio sembra un tunnel, ma poi è una roba che si spalanca e s’allarga in una dimensione parallela.
non lo sai che le borse respirano, se ne vanno in giro, si abbronzano, arrossiscono, starnutiscono, si stiracchiano, ingrassano, bevono, scendono e si sbrigano pure?
vivono da sole, non hanno mica bisogno di nessuno.
una volta abbiamo fatto un gioco.
- apriamo le borse, una per una, e mettiamo tutto il contenuto sul tavolo!
- sì, dai! chi comincia?
un attimo.
è un po’ come spogliarsi, aprire la borsa e scoprirne i segreti nascosti.
anzi, di più: è come togliersi il primo strato di pelle.
- io, comincio io!
g. è coraggiosa da sempre.
comincia a sfilare le cose una ad una, come fossero i petali di una margherita da staccare al ritmo di tanti m’ama-non m’ama.
le posa soddisfatta tutte in fila davanti alla nostra curiosità, perché non puoi mai sapere che ne esce fuori.
- un pacchetto di salviette umidificate, che non posso stare senza, per carità. la macchinina rossa di d., così se si annoia apre la borsa e se la prende da solo. il portafogli, che porta tutto, pure le foto di p. quando eravamo ancora fidanzati. gli occhiali da sole, sistemati dentro al fodero e avvolti nel panno per pulirli. l’agenda nera, dove mi appunto tutte le cose che devo fare così non mi sbaglio. un paio di calzini di ricambio di l., che è discola e cammina sempre scalza. e le chiavi, sì.
la borsa di g. è scherzosa, disegnata di pupazzi colorati, che chiacchierano allegri su ambo i lati e ogni tanto si scambiano di posto.
il dentro è in ordine sparso.
non è che tu la apri e le cose escono carine in ordine alfabetico, dalla più piccola alla più grande, dalla più giovane alla più vecchia, dalla più chiara alla più scura.
ogni segreto esce come gli pare.
e neanche lei, che la conosce bene, sa chi uscirà per primo e chi per ultimo.
ecco che tocca a m.
la sua è una borsa con gli occhiali, perché la borsa somiglia sempre un sacco a chi se la porta appresso.   
è una matrioska dai toni chiari del beige, un po’ ballerina e un po’ russa: si vedono gli occhi, il naso e la bocca semichiusa che si apre appena in una timida risata. 
tira fuori la prima pochette.
- allora, qui dentro ci tengo solo le chiavi: quelle di casa, dell’ufficio e del cancello, così le trovo tutte subito e non mi stresso. in questa rosa invece ci metto gli assorbenti e i fazzoletti di carta, qui lo stick di burro di cacao e le gomme da masticare alla menta e di qua le sigarette e l’accendino. poi c’è l’agenda, messa accanto al porta documenti dell’ufficio. il telefonino è attaccato al portafogli, così non m’imbroglio e ce l’ho sempre vicini.
vedete com’è educata la sua?
dice buongiorno grazie prego arrivederci come fosse sempre la prima volta.
le pochette sono tutte femmine, si vogliono bene, vanno sempre d’accordo e ognuna sa qual è lo spazio a lei riservato.
e se litigano ci pensa m. a rimetterle in riga.
è uno spazio organizzato in ordine crescente, che aumenta e va in su, verso l'alto.
quand’è il mio turno, mi vergogno un po’.
la mia borsa è sempre grande e grossa, spavalda fuori e ventosa dentro.
ci tira vento, sì.
arrossisco lievemente.
- il portafogli a quadri, regalo di mamma. questa è l’agenda, scritta con la penna blu: si chiama “agenda per anime delicate” (sia mai riesca a placarmi la mia luna in ariete, penso tra me) e ha tanti disegni e parecchi cuori. invece il telefono e le chiavi le metto nella taschina, per non perderli giù in fondo. infine ho un libretto intarsiato con i fogli bianchi, che mi ha regalato r., per fermare in breve quello che passa. e la sciarpa. e mi sa basta...
frugo ancora e sembro dispiaciuta. 
poche cose che nuotano in uno spazio immenso e vuoto.
timidamente ammetto che sì, è vuota.
ma anche che in fondo non importi quanto uno ce l’abbia organizzata, se ci siano sempre i fazzoletti, se ti risolva tutti i problemi con un click.
l’importante è aprirla e viaggiarci dentro.
e allora la riapro, adesso.
e scopro che non è più vuota.
semmai è piena di vuoto.
d'aria.

bi
 
[immagine scattata sfogliando una rivista, di sabato pomeriggio davanti ad un bollente cioccolato caldo davanti alle montagne.]

3 commenti:

  1. Sei un mito e purtroppo......E' TUTTO VERO!!!!!!
    Ah ah ah ah!!!!
    La mia borsa ringrazia (appunto!) per il breve momento di popolarità!!Da oggi sarà anche più sorridente!

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    Risposte
    1. un giorno scriverò anche del tuo aristocraticissimo accappatoio, perfettamente piegato nella borsa profumatissima della palestra...
      e del mio proletario, anarchico e buttato dentro al borsa tutt'altro che profumata tutto accartocciato...
      tanto amore noi!

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