martedì 3 aprile 2012

bi-rbate e robe (s)conclusionate

i lunedì sembrano tutti uguali, i martedì pure e invece no.
oggi è il martedì undicesimo giorno di luna crescente, un momento importante chiamato ekadasi.
i nostri fluidi corporei tendono a raggiungere il loro massimo e si dice che sia consigliato in questi giorni osservare una dieta semplice e leggera, priva di un sacco di roba e ricca di tisane & co., che io proprio non ce la farò mai e parto già tipo sconfitta.
tanto che ieri sera ho mangiato talmente parecchio, e tanto misto e variegato, che mi sono rigirata come una lottatrice di sumo questa notte e ho sognato strano forte e mi sono svegliata un po' provata e con gli occhi che mi bruciavano e ancora mi bruciano, pur avendo dormito.
non pare, tuttavia mi ritengo molto soddisfatta, perché questa mattina alle sette meno un quarto ho lavato i capelli con il mio nuovo shampoo senza parabeni (che dovrebbero invece chiamarsi paramali e come mai no?) e schifezze varie e i miei capelli splendenti applaudono e ringraziano con inchino.
e l'ambiente anche, perché si tratta di uno shampoo biodegradabile al novantasette percento, mica bruscolini!
poi profuma di mandorle dolci e fiori di loto, quindi ho fatto pure aromaterapia in doccia e ho sentito proprio che le mandorle fossero dolcissime, mica solo dolci (si sono sbagliati, i soliti approssimativi).
peccato che, appena uscita da casa, mi abbia raggiunto una puzza bestiale di non so che, che mi ha disturbato alquanto.
sì, l'aria oggi puzza tremendamente e questi sono problemi serissimi per una come me che di odori ci campa o ci crepa.
puzze così rendono me difficile da gestire a me stessa, acuiscono la mia latente intolleranza e moltiplicano le possibilità di conflitto e tensione.
poi mi si irrigidiscono le spalle e il trapezio (che secondo me è tipo un triangolo, ma lasciamo perdere).
c'è molto altro, tipo il progesterone che incalza, il mio noioso compagno di acquario che sta qui imbalsamato davanti ai miei occhi e parla poco e mi sa che è anche meglio che comunque stia in silenzio, le previsioni meteo che mi minacciano con piogge come spade di damocle e invece è stata primavera conclamata tutto questo tempo che ancora pasqua non era e vacanza nemmeno, il traffico acustico qui di fronte di tir e macchine e tir e macchine e tir... ok... che è veramente troppo, uno che ha buttato un pacchetto di sigarette vuoto dal finestrino della macchina mentre stavo venendo a lavoro e dio non l'ha folgorato ma io sì ma non si è visto il fulmine, il freddo ai miei piedi nudi perché sono ostinatamente in ballerine senza calze e ballo e tutte le cose che vi ho detto i giorni scorsi in cui ero romantica ma adesso non più, gli occhiali da vista che mi pesano sul naso e mi inumidiscono il setto nasale che sono cavoli perché non ho esattamente un nasino alla francese, ecco.
eppure sono felice, mi sveglio felice, mi guardo allo specchio e lo vedo un sacco che sono felice! (sorriso).
è il dopo che mi frega.
comunque sono fiduciosa, anche perché sto continuando nella mia opera titanica di pulire e ripulire i miei armadi e scaffali in giro per casa, cosa che fa bene quando vuoi riprendere in mano la tua vita (sempre lo dicono, la gente).
in effetti dovrei aprire i libri e studiare, per riprenderla in mano sul serio, ma non li trovo.
cioè, giro loro intorno e li guardo con sospetto, perché loro non mi riconoscono e mi rinviano un'energia negativa.
capite, no? manchiamo di empatia, diciamocelo, e io lo dico quando manca l'empatia. e manca.
e comunque resto fiduciosa, perché pulendo in giro sto riscovando anche foto vecchie, molto vecchie, di carta, satinate e lucide, anticaglie di famiglia, di parentame vario e io ci parlo.
fa benissimo parlare con le foto, vi prego: provateci!
può essere che più siamo e meno mi sento pazza (ma tanto lo faccio lo stesso).
parlo con la mia me (cioè la , per voi) che mi assomiglia sorprendentemente... fa le mie stesse mosse, indica con l'indice dritto verso l'interlocutore che al tempo stava scattando la foto, sorride uguale, parla uguale, ha la stessa voce, fa le stesse birbate.
solo una cosa ha di diverso: l'innocenza e la spensieratezza.
e io voglio proprio che me la insegni di nuovo.

bi




[ceren aksungur, "bird seller": cose che mi sono accorta di voler fare]

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